I beni artistici e naturali

Il centro con le sue stradine, le sue fontane e le sue cappelle si raccoglie attorno alla Chiesa Parrocchiale di San Biagio (34 K), ubicata in bella posizione panoramica nella parte alta dell'abitato, dirimpetto al castello.

La chiesa, la cui costruzione iniziò nel 1648, è opera dell'architetto fossanese Giovenale Boetto (1603-1676); conserva un prestigioso altar maggiore in stile barocco genovese, costruito con ricercati marmi policromi. Le decorazioni e gli affreschi dell'interno, opera del pittore Giovanni Borgna (1854-1902), risalgono ad un periodo compreso tra il 1881 e il 1894.

Nei pressi della Parrocchiale di San Biagio sorge l'Oratorio di Sant'Antonio (15 K), in stile barocco piemontese. La chiesa, iniziata su progetto dell'architetto Francesco Gallo nei primi anni del Settecento, fu portata a termine fra il 1737 e il 1740 da Giuseppe Scala, capomastro luganese.

Nascosta tra i castagni a circa un chilometro dal centro, vi è la Cappella di San Bernardo, la cui costruzione risalirebbe ai primi anni dell'XI secolo.

Gli affreschi che la impreziosiscono sono datati 1482 e rappresentano, oltre al Cristo Pantocratore e ai Simboli dei quattro Evangelisti, scene della Vita di San Bernardo, rese con disegno semplice ed immediato.

Da ricordare è anche il Santuario della Beata Vergine delle Grazie e San Pietro, detto dell'Assunta, fatto edificare dai pamparatesi nella prima metà del secolo XVII per invocare dalla Madonna la protezione dalla peste, che a quei tempi imperversava in questi luoghi.

Tra gli altri monumenti di rilievo il Castello dei marchesi Cordero di Pamparato (126 K), edificato nel XVIII secolo e attuale sede del Municipio; il Ponte romano (detto Ponte di S. Lucia dalla vicina cappella dedicata alla Santa), di epoca romana; le Parrocchiali di Santa Maria, ubicata in frazione Serra, opera dell'architetto Francesco Gallo (1762-1780) e di San Ludovico re di Francia in località Valcasotto (1666).

Infine vi è il rudere del Castelluccio (23k), che la leggenda indica quale centro della strenua difesa degli antichi abitanti del luogo dagli attacchi dei saraceni che nel X secolo avevano invaso le terre sud-occidentali del Piemonte. In frazione Serra, che ha conosciuto negli ultimi decenni una notevole valorizzazione turistica, è stato allestito un notevole Museo degli usi della gente di montagna che raccoglie e valorizza il materiale etnografico della Val Casotto.

In prossimità, lungo la strada panoramica collegante Serra di Pamparato a Torre Mondovì, si sviluppa una delle più interessanti aree carsiche del Monregalese, quella del gruppo del Monte Savino.

Individuata nel Piano regionale dei Parchi come area protetta, è tipica per i suoi inghiottitoi e le doline, ricoperte da boschi e prati.

Le grotte più significative sono la Tana del Forno con 1300 metri di sviluppo e 204 di profondità, la Conca e la Tana delle Turbiglie con oltre 800 metri di sviluppo. Le acque sotterranee che qui si raccolgono confluiscono a valle e vengono captate per vari acquedotti del Monregalese.

L'area è anche interessante sotto l'aspetto ambientale per le particolarità paesaggistiche e floristiche. Pamparato è famoso inoltre presso i pescatori di regioni anche lontane per le celebri trote della Val Casotto.