Statuto del Comune

Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte, Torino, 21 febbraio 1992

ai sensi della legge 142/90

ELEMENTI COSTITUTIVI

Art. 1 Denominazione e natura giuridica
Art. 2 Territorio e sede comunale
Art. 3 Finalità e compiti
Art. 4 Programmazione e forme di cooperazione
Art. 5 Segni distintivi
Art. 6 Albo pretorio

Parte I
ORDINAMENTO STRUTTURALE

Titolo I - ORGANI ELETTIVI

Art. 7 Organi
Art. 8 Consiglio comunale (elezione, composizione, durata in carica)
Art. 9 Competenze ed attribuzioni
Art. 10 Sessioni e convocazione
Art. 11 Commissioni consiliari facoltative
Art. 12 Attribuzioni delle commissioni
Art. 13 Consiglieri
Art. 14 Diritti dei Consiglieri
Art. 15 Doveri dei Consiglieri
Art. 16 Gruppi consiliari
Art. 17 Giunta comunale
Art. 18 Elezione e prerogative
Art. 19 Composizione
Art. 20 Funzionamento della Giunta
Art. 21 Attribuzioni
Art. 22 Deliberazioni degli organi collegiali
Art. 23 Il Sindaco
Art. 24 Attribuzioni di amministrazione
Art. 25 Funzioni di vigilanza
Art. 26 Attribuzioni di organizzazione
Art. 27 Vicesindaco

Titolo II - ORGANI BUROCRATICI ED UFFICI

Capo I - Segretario comunale
Art. 28 Principi e criteri fondamentali di gestione
Art. 29 Attribuzioni gestionali
Art. 30 Attribuzioni consultive
Art. 31 Attribuzioni di sovrintendenza- Direzione - Coordinamento
Art. 32 Attribuzioni di legalità e garanzia
Art. 33 Personale ed organizzazione

Titolo III - SERVIZI

Art. 34 Forme di gestione
Art. 35 Gestione in economia
Art. 36 Azienda speciale
Art. 37 Istituzione
Art. 38 Consiglio di amministrazione
Art. 39 Il Presidente
Art. 40 Il Direttore
Art. 41 Nomina e revoca
Art. 42 Società a prevalente capitale locale pubblico
Art. 43 Gestione associata dei servizi e delle funzioni

Titolo IV - CONTROLLO INTERNO

Art. 44 Principi e criteri
Art. 45 Revisore del conto


Parte II
ORDINAMENTO FUNZIONALE
Titolo I - ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE E FORME ASSOCIATIVE

Capo I - Organizzazione territoriale
Art. 46 Organizzazione sovracomunale

Capo II - Forme collaborative
Art. 47 Principio di cooperazione
Art. 48 Convenzioni
Art. 49 Consorzi
Art. 50 Unione di Comuni
Art. 51 Accordi di programma

Titolo II - PARTECIPAZIONE POPOLARE

Art. 52 Partecipazione

Capo I - Iniziativa politica e amministrativa
Art. 53 Interventi nel procedimento amministrativo
Art. 54 Istanze
Art. 55 Petizioni
Art. 56 Proposte

Capo II - Associazionismo e partecipazione
Art. 57 Principi generali
Art. 58 Associazioni
Art. 59 Organismi di partecipazione
Art. 60 Pro Loco
Art. 61 Partecipazione alle commissioni

Capo III - Difensore civico
Art. 62 Istituzione del Difensore civico
Art. 63 Nomina e durata
Art. 64 Attribuzioni

Capo IV - Referendum - Diritti di accesso
Art. 65 Materie oggetto di referendum
Art. 66 Soggetti promotori
Art. 67 Efficacia del referendum
Art. 68 Diritto di accesso
Art. 69 Diritto di informazione

Titolo III - ATTIVITA' NORMATIVA

Capo I - Revisione dello Statuto
Art. 70 Modalità di revisione dello Statuto
Art. 71 Interpretazione statutaria
Art. 72 Adeguamento delle fonti normative a leggi sopravvenute

Capo II - Regolamenti comunali
Art. 73 Emanazione
Art. 74 Procedimento di formazione dei Regolamenti
Art. 75 Ambito di applicazione dei Regolamenti
Art. 76 Entrata in vigore

Capo III - Ordinanze
Art. 77 Ordinanze ordinarie
Art. 78 Ordinanze contingibili ed urgenti

Titolo IV - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Art. 79 Norme transitorie
Art. 80 Entrata in vigore
Art. 81 Adozione dei Regolamenti

 

--------------------------------------------------------------------------------

ELEMENTI COSTITUTIVI

--------------------------------------------------------------------------------


Art. 1
Denominazione e natura giuridica
1. Il Comune di Pamparato si avvale della sua autonomia per il perseguimento dei propri fini istituzionali e per l'organizzazione e lo svolgimento della propria attività nel rispetto dei principi della Costituzione, delle leggi dello Stato, delle leggi della Regione e delle norme del presente Statuto.

Art. 2
Territorio e sede comunale

1. La circoscrizione del Comune è costituita dalle seguenti frazioni: Pamparato, Serra e Valcasotto, storicamente riconosciute dalla comunità.
2. Il territorio del Comune si estende per kmq. 35,09, confinante con i Comuni di Roburent, Torre Mondovì, Monasterolo Casotto, Viola e Garessio.
3. Il Palazzo civico, sede comunale, è ubicato a Pamparato che è il Capoluogo.
4. Le adunanze degli organi elettivi collegiali si svolgono nella sede comunale. In casi del tutto eccezionali e per particolari esigenze, il Consiglio può riunirsi anche in luoghi diversi dalla propria sede.
5. La modifica della denominazione delle borgate e frazioni può essere proposta dal Consiglio alla Regione previa consultazione popolare.

Art. 3
Finalità e compiti

1. Il Comune promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico della propria comunità ispirandosi ai valori ed agli obiettivi della Costituzione.
2. Il Comune rappresenta l'intera popolazione del suo territorio e ne cura unitariamente i relativi interessi nel rispetto delle caratteristiche etniche e culturali. Ne promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico e garantisce la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche ed all'attività amministrativa.

Art. 4
Programmazione e forme di cooperazione

1. Il Comune realizza le proprie finalità adottando il metodo e gli strumenti della programmazione.
2. Il Comune concorre alla determinazione degli obiettivi contenuti nei programmi dello Stato e della Regione Piemonte, avvalendosi dell'apporto delle formazioni sociali, economiche, sindacali e culturali operanti nel suo territorio.
3. I rapporti con gli altri Comuni, con la Provincia e con la Regione sono informati ai principi di cooperazione, equiordinazione, complementarità e sussidiarietà tra le diverse sfere di autonomia.

Art. 5
Segni distintivi

1. Il Comune ha un proprio stemma che è quello storicamente in uso ed un gonfalone.
2. La riproduzione e l'uso di tale simbolo per fini non istituzionali sono vietati.

Art. 6
Albo pretorio

1. Il Comune ha un Albo pretorio per la pubblicazione delle deliberazioni, delle ordinanze, degli atti ed avvisi previsti dalla legge, dallo Statuto e dai Regolamenti.
2. Il Segretario comunale o un impiegato da questi delegato è responsabile delle pubblicazioni.

 

--------------------------------------------------------------------------------

PARTE I
ORDINAMENTO STRUTTURALE
--------------------------------------------------------------------------------
 
Titolo I
ORGANI ELETTIVI

Art. 7
Organi

1. Gli organi elettivi del Comune sono il Consiglio, la Giunta ed il Sindaco.

Art. 8
Consiglio comunale
(elezione, composizione, durata in carica)

1. L'elezione, la composizione e la durata in carica del Consiglio comunale sono regolate dalla legge.
2. Il Consiglio dura comunque in carica sino all'elezione del nuovo limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili.
3. Il Consiglio comunale, rappresentando l'intera comunità, determina l'indirizzo ed esercita il controllo politico-amministrativo.

Art. 9
Competenze ed attribuzioni

1. Il Consiglio comunale è il massimo organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del Comune.
2. Esercita la potestà e le competenze previste dalla legge e svolge le sue attribuzioni conformandosi ai principi, ai criteri, alle modalità ed ai procedimenti stabiliti nel presente Statuto e nelle norme regolamentari.
3. Impronta l'azione complessiva dell'Ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare il buon andamento e l'imparzialità.
4. Gli atti fondamentali devono contenere l'individuazione degli obiettivi e delle finalità da raggiungere e la destinazione delle risorse e degli strumenti necessari all'azione da svolgere.

Art. 10
Sessioni e convocazione

1. L'attività del Consiglio si svolge in sessioni ordinarie e straordinarie.
2. Sono sessioni ordinarie quelle convocate per l'approvazione del bilancio di previsione e per l'approvazione del conto consuntivo dell'esercizio precedente.
3. Il Consiglio è convocato, sentita la Giunta comunale, dal Sindaco che formula l'ordine del giorno e ne presiede i lavori, secondo le norme del Regolamento.
4. Gli adempimenti di cui al comma precedente, in caso di dimissioni, decadenza, rimozione o decesso del Sindaco, sono assolte dal Consigliere anziano.

Art. 11
Commissioni consiliari facoltative

1. Per il miglior esercizio delle proprie funzioni, il Consiglio può avvalersi di commissioni costituite nel proprio seno con criterio proporzionale.

2. Le commissioni, distinte in permanenti e temporanee, saranno disciplinate nei poteri, nell'organizzazione e nelle forme di pubblicità dei lavori da apposito Regolamento.

Art. 12
Attribuzioni delle commissioni

1. Compito principale delle commissioni permanenti è l'esame preparatorio degli atti deliberativi del Consiglio al fine di favorire il miglior esercizio delle funzioni dell'organo stesso.
2. Compito delle commissioni temporanee è l'esame di materie relative a questioni di carattere particolare o generale individuate dal Consiglio comunale.
3. Il Regolamento di cui al comma 2 dell'articolo precedente dovrà disciplinare l'esercizio delle seguenti attribuzioni:
la nomina del Presidente della commissione;
le procedure per l'esame e l'approfondimento di proposte di deliberazioni loro assegnate dagli organi del Comune;
forme per l'esternazione dei pareri, in ordine a quelle iniziative sulle quali, per determinazione dell'organo competente, ovvero in virtù di previsione regolamentare, sia ritenuta opportuna la preventiva consultazione;
metodi, procedimenti e termini per lo svolgimento di studi, indagini, ricerche ed elaborazione di proposte.

Art. 13
Consiglieri

1. La posizione giuridica e lo status dei Consiglieri sono regolati dalla legge; essi rappresentano l'intera comunità alla quale costantemente rispondono.
2. Le funzioni di Consigliere anziano sono esercitate da colui che, fra eletti contemporaneamente, ha riportato il maggior numero di voti. A parità di voti si ha per anziano il Consigliere di maggiore età.
3. Le dimissioni dalla carica di Consigliere sono rassegnate al Sindaco che deve includerle nell'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio. Le dimissioni sono efficaci dalla loro presentazione e sono irrevocabili dalla presa d'atto del Consiglio.

Art. 14
Diritti del Consiglieri

1. Le modalità e le forme di esercizio del diritto di iniziativa e di controllo del Consigliere comunale, previsti dalla legge, sono disciplinate dal Regolamento.
2. Il Consigliere esercita il diritto di iniziativa deliberativa per tutti gli atti di competenza del Consiglio comunale e può formulare interrogazioni, interpellanze e mozioni.
3. Ha diritto di ottenere dagli uffici del Comune e delle Aziende ed Enti da esso dipendenti tutte le notizie ed informazioni utili all'espletamento del mandato. Le forme ed i modi per l'esercizio di tali diritti sono disciplinati dal Regolamento.
4. E tenuto al segreto d'ufficio, nei casi specificatamente determinati dalla legge.
5. Per il computo dei quorum previsti dall'art. 45, commi 2 e 4 della legge 8 giugno 1990, n. 142, si fa riferimento al numero dei Consiglieri assegnati al Comune.

Art. 15
Doveri dei Consiglieri

1. I Consiglieri comunali hanno il dovere di intervenire alle sedute del Consiglio comunale e di partecipare ai lavori delle commissioni consiliari permanenti delle quali fanno parte.
2. I Consiglieri comunali che, senza giustificato motivo, non intervengono ad un'intera sessione ordinaria sono dichiarati decaduti.
3. La decadenza è pronunciata dal Consiglio comunale ai sensi dell'art. 7 della legge 23 aprile 1981, n. 154.

Art. 16
Gruppi consiliari

1. I Consiglieri possono costituirsi in Gruppi, secondo quanto previsto nel Regolamento, e ne danno comunicazione al Sindaco ed al Segretario comunale. Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della designazione, i capigruppo sono individuati nei Consiglieri, non componenti la Giunta, che abbiano riportato il maggior numero di voti per ogni lista.

Art. 17
Giunta comunale

1. La Giunta è l'organo di governo del Comune.
2. Impronta la propria attività ai principi della collegialità, della trasparenza e dell'efficienza.
3. Adotta tutti gli atti concreti, idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità dell'Ente nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione degli atti fondamentali approvati dal Consiglio comunale.
4. Esamina collegialmente gli argomenti da proporre al Consiglio comunale.
5. Le sedute della Giunta comunale non sono pubbliche.

Art. 18
Elezione e prerogative

1. La Giunta è eletta nei termini e con le modalità stabilite dalla legge, sulla base di un documento programmatico presentato al Segretario del Comune ed al Consigliere anziano.
2. Le cause di ineleggibilità ed incompatibilità, la posizione giuridica, lo status dei componenti l'organo e gli istituti della decadenza e della revoca sono disciplinati per legge.
3. Oltre ai casi di incompatibilità previsti al comma 2, non possono contemporaneamente far parte della Giunta gli ascendenti ed i discendenti, l'adottante e l'adottato, i fratelli, i coniugi e gli affini di 1o grado.
4. Il Sindaco e gli Assessori, esclusi i casi di dimissioni singole, restano in carica fino all'elezione dei successori.

Art. 19
Composizione

1. La Giunta è composta dal Sindaco e da quattro Assessori scelti fra i componenti del Consiglio comunale in carica.
2. E fatta salva la facoltà, per il Consiglio comunale, di nominare due Assessori non appartenenti al Consiglio, purché cittadini in possesso dei requisiti di compatibilità e di eleggibilità alla carica di Consigliere, i quali siano forniti di idonea professionalità e competenza amministrativa.
3. Gli Assessori esterni di cui al comma precedente partecipano alle sedute del Consiglio senza diritto di voto, per illustrare argomenti e proposte concernenti la propria delega.
4. Essi decadono dalla carica allo scadere della tornata amministrativa in cui sono stati nominati, salva la possibilità per il successivo Consiglio comunale di procedere nuovamente alla loro nomina.

Art. 20
Funzionamento della Giunta

1. La Giunta è convocata e presieduta dal Sindaco che stabilisce l'ordine del giorno, tenuto conto degli argomenti proposti dai singoli Assessori.
2. Le modalità di convocazione e di funzionamento sono stabilite dal Regolamento.

Art. 21
Attribuzioni

1. Alla Giunta comunale compete l'adozione di tutti gli atti di amministrazione e gestione a contenuto generale o ad alta discrezionalità, nonché di tutti gli atti che per la loro natura debbono essere adottati da organo collegiale e non rientrano nella competenza esclusiva del Consiglio.
2. La Giunta svolge le funzioni di propria competenza con provvedimenti deliberativi generali con i quali si indicano lo scopo e gli obiettivi perseguiti, i mezzi idonei e i criteri cui dovranno attenersi gli altri uffici nell'esercizio delle proprie competenze gestionali ed esecutive loro attribuite dalla legge e dallo Statuto.
3. La Giunta in particolare, nell'esercizio di attribuzioni di governo:
a) propone al Consiglio i Regolamenti;
b) approva progetti e tutti i provvedimenti che comportano impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio, che non siano attribuiti al Sindaco, al Segretario comunale o al Consiglio comunale;
c) elabora linee di indirizzo e predispone disegni e proposte di provvedimenti da sottoporre alle determinazioni del Consiglio;
d) assume attività di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli organi di partecipazione;
e) elabora e propone al Consiglio criteri per la determinazione delle tariffe;
f) nomina commissioni per le selezioni pubbliche e riservate;
g) adotta provvedimenti di: assunzione, cessazione e, su parere dell'apposita commissione, quelli disciplinari e di sospensione dalle funzioni del personale comunale, non riservati ad altri organi;
h) propone al Consiglio comunale criteri generali per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi .e vantaggi economici di qualunque genere ad Enti e persone;
i) dispone l'accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni nei limiti delle lettere r) e m) art. 32 legge 142/90;
l) autorizza il Sindaco a stare in giudizio come attore o convenuto ed approva transazioni, nei limiti delle lettere 1) e m) art. 32 legge 142/90;
m) fissa la data di convocazione dei comizi per i referendum consultivi e costituisce l'ufficio comunale per le elezioni cui è rimesso l'accertamento della regolarità del procedimento;
n) esercita, previa determinazione dei costi ed individuazione dei mezzi, funzioni delegate dalla Provincia, Regione e Stato quando non espressamente attribuite dalla legge e dallo Statuto ad altro organo;
o) approva gli accordi di contrattazione decentrata, fatta salva la materia riservata alla competenza normativa del Consiglio;
p) riferisce annualmente al Consiglio sulla propria attività e sull'attuazione dei programmi.

Art. 22
Deliberazioni degli organi collegiali

1. Gli organi collegiali deliberano validamente con l'intervento della metà dei componenti assegnati ed a maggioranza dei voti favorevoli sui contrari, salvo maggioranze speciali previste espressamente dalle leggi o dallo Statuto.
Nel caso di votazione a schede segrete, le schede bianche e le schede nulle non si computano al fine della determinazione dei voti favorevoli.
In caso di votazione in cui debba essere rappresentata la minoranza, il Consiglio si attiene alle designazioni ricevute o segnalate.
2. Tutte le deliberazioni sono assunte, di regola, con votazione palese. Sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una facoltà discrezionale fondata sull'apprezzamento delle qualità soggettive di una persona o sulla valutazione dell'azione da questi svolta.
3. Le sedute del Consiglio e delle commissioni consiliari sono pubbliche. Nel caso in cui debbano essere formulate valutazioni e apprezzamenti su persone, il Presidente dispone la trattazione dell'argomento in seduta privata.
4. L'istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione, il deposito degli atti e la verbalizzazione delle sedute del Consiglio e della Giunta sono curati dal Segretario comunale, secondo le modalità ed i termini stabiliti dal Regolamento.
Il Segretario comunale non partecipa alle sedute, quando si trova in uno dei casi di incompatibilità. In tal caso è sostituito in via temporanea da un componente del collegio nominato dal Presidente.
5. I verbali delle sedute sono firmati dal Presidente, dal Segretario e dal Vicesindaco o dal Consigliere anziano presente in seduta, rispettivamente per le deliberazioni della Giunta o del Consiglio.

Art. 23
Il Sindaco

1. Il Sindaco è il capo del governo locale ed in tale veste esercita funzioni di rappresentanza, di presidenza, di sovrintendenza e di amministrazione.
2. Ha competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e di controllo dell'attività degli Assessori e delle strutture gestionali-esecutive.
3. La legge disciplina le modalità per l'elezione, i casi di incompatibilità e di ineleggibilità all'ufficio di Sindaco, il suo status e le cause di cessazione dalla carica.
4. Al Sindaco, oltre alle competenze di legge, sono assegnate dal presente Statuto e dai Regolamenti, attribuzioni quale organo di amministrazione, di vigilanza e poteri di autoorganizzazione delle competenze connesse all'ufficio.

Art. 24
Attribuzioni di amministrazione

1. Il Sindaco:
a) ha la rappresentanza generale dell'Ente;
b) ha la direzione unitaria ed il coordinamento dell'attività politico-amministrativa del Comune;
c) coordina l'attività dei singoli Assessori;
d) può sospendere l'adozione di atti specifici concernenti l'attività amministrativa dei singoli Assessori per sottoporli all'esame della Giunta;
e) impartisce direttive al Segretario comunale in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza sull'intera gestione amministrativa di tutti gli uffici e servizi;
f) ha facoltà di delega;
g) promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge, tenuto conto delle competenze del Consiglio e della Giunta comunale in materia;
h) può concludere accordi con i soggetti interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale;
i) convoca i comizi per i referendum consultivi;
l) adotta ordinanze ordinarie;
m) rilascia le autorizzazioni di polizia amministrativa, nonché le autorizzazioni e le concessioni edilizie;
n) emette provvedimenti in materia di occupazione d'urgenza, espropri, che la legge, genericamente, assegna alla competenza del Comune;
o) adotta i provvedimenti concernenti il personale non assegnati dalla legge o dal Regolamento alle attribuzioni della Giunta e del Segretario comunale;
p) determina gli orari di apertura al pubblico degli uffici, dei servizi e degli esercizi comunali;
q) coordina gli orari degli esercizi commerciali e dei servizi pubblici;
r) fa pervenire all'ufficio del Segretario comunale ed al Consigliere anziano l'atto di dimissioni perché il Consiglio comunale prenda atto della decadenza della Giunta;
s) presiede le commissioni di gara, con l'assistenza del Segretario comunale;
t) stipula in rappresentanza dell'Ente i contratti già conclusi, quando manchi nel Comune una figura direttiva.

Art. 25
Funzioni di vigilanza

1. Il Sindaco:
a) acquisisce direttamente presso tutti gli uffici ed i servizi informazioni ed atti anche riservati;
b) promuove indagini e verifiche amministrative sull'intera attività del Comune;
c) compie gli atti conservativi dei diritti del Comune;
d) può disporre l'acquisizione di atti, documenti ed informazioni presso le Aziende speciali, le istituzioni e le Società per azioni, appartenenti all'Ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse e ne informa il Consiglio comunale;
e) promuove ed assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, Aziende speciali, istituzioni e Società appartenenti al Comune svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati dal Consiglio ed in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla Giunta.

Art. 26
Attribuzioni di organizzazione

1. Il Sindaco:
a) stabilisce gli argomenti all'ordine del giorno delle sedute e dispone la convocazione del Consiglio comunale e lo presiede ai sensi del Regolamento. Quando la richiesta è formulata da 1/5 dei Consiglieri provvede alla convocazione;
b) esercita i poteri di polizia nelle adunanze consiliari e negli organismi pubblici di partecipazione popolare dal Sindaco presieduti, nei limiti previsti dalle leggi;
c) propone argomenti da trattare e dispone la convocazione della Giunta e la presiede, secondo le norme regolamentari;
d) ha potere di delega generale o parziale delle sue competenze o attribuzioni ad uno o più Assessori;
e) riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al Consiglio.

Art. 27
Vicesindaco

1. Il Vicesindaco è l'Assessore che riceve dal Sindaco delega generale per l'esercizio di tutte le funzioni in caso di assenza o di impedimento.
2. Gli Assessori, in caso di assenza o impedimento del Vicesindaco, esercitano le funzioni sostitutive del Sindaco secondo l'ordine di anzianità, dato dall'età.
3. Delle deleghe rilasciate al Vicesindaco ed agli Assessori deve essere fatta comunicazione al Consiglio ed agli organi previsti dalla legge.

Titolo II
ORGANI BUROCRATICI ED UFFICI

Capo I
SEGRETARIO COMUNALE

Art. 28
Principi e criteri fondamentali di gestione

1. L'attività gestionale dell'Ente, nel rispetto del principio della distinzione tra funzione politica di indirizzo e controllo e funzione di gestione amministrativa, è affidata al Segretario comunale che la esercita avvalendosi degli uffici, in base agli indirizzi del Consiglio, in attuazione delle determinazioni della Giunta e delle direttive del Sindaco, dal quale dipende funzionalmente, e con l'osservanza dei criteri dettati nel presente Statuto.
2. Il Segretario comunale, nel rispetto della legge che ne disciplina lo stato giuridico, ruolo e funzioni è l'organo burocratico che assicura la direzione tecnico-amministrativa degli uffici e dei servizi.
3. Per la realizzazione degli obiettivi dell'Ente, esercita l'attività di sua competenza con potestà di iniziativa ed autonomia di scelta degli strumenti operativi e con responsabilità di risultato. Tali risultati sono sottoposti a verifica del Sindaco che ne riferisce alla Giunta.
4. Allo stesso organo sono affidate attribuzioni di carattere gestionale, consultivo, di sovrintendenza e di coordinamento, di legalità e garanzia, secondo le norme di legge e del presente Statuto.

Art. 29
Attribuzioni gestionali

1. Al Segretario comunale compete l'adozione di atti di gestione, anche con rilevanza esterna, che non comportano attività deliberative e che non siano espressamente attribuiti dallo Statuto ad organi elettivi, nonché degli atti che sono espressione di discrezionalità tecnica.
2. In particolare il Segretario adotta i seguenti atti:
a) predisposizione di programmi di attuazione, relazioni, progettazioni di carattere organizzativo, sulla base delle direttive ricevute dagli organi elettivi;
b) organizzazione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali messe a disposizione degli organi elettivi per la realizzazione degli obiettivi e dei programmi fissati da questi organi;
c) ordinazione di beni e servizi nei limiti degli impegni e dei criteri adottati con deliberazione di Giunta;
d) presidenza delle commissioni di concorso con l'osservanza dei criteri e principi procedimentali in materia, fissati dalla normativa regolamentare dell'Ente;
e) assistenza al Sindaco nelle procedure di gara e rogito dei contratti nell'esclusivo interesse del Comune riguardanti le alienazioni, le locazioni, gli acquisti, le somministrazioni ed appalti di opere;
f) adozione e sottoscrizione di tutti gli atti ed i provvedimenti, anche a rilevanza esterna, per i quali gli sia stata attribuita competenza;
g) verifica di tutta la fase istruttoria dei provvedimenti ed emanazione di tutti gli atti ed i provvedimenti anche esterni, conseguenti e necessari per l'esecuzione delle deliberazioni;
h) verifica dell'efficacia e dell'efficienza dell'attività degli uffici e del personale ad essi preposto;
l) sottoscrizione dei mandati di pagamento e reversali d'incasso.

Art. 30
Attribuzioni consultive

1. Il Segretario comunale partecipa, se richiesto, a commissioni di studio e di lavoro interne all'Ente e, con l'autorizzazione della Giunta, a quelle esterne.
2. Se richiesto, formula pareri ed esprime valutazioni di ordine tecnico e giuridico al Consiglio, alla Giunta, al Sindaco, agli Assessori ed ai singoli Consiglieri.
3. Esplicita e sottoscrive i pareri previsti dalla legge sulle proposte di provvedimenti deliberativi.

Art. 31
Attribuzioni di sovrintendenza - Direzione - Coordinamento

1. Il Segretario comunale esercita funzioni di impulso, coordinamento, direzione e controllo nei confronti degli uffici e del personale.
2. Autorizza le missioni, le prestazioni straordinarie, i congedi ed i permessi del personale, con l'osservanza delle norme vigenti e del Regolamento.
3. Adotta provvedimenti di mobilità interna con l'osservanza delle modalità previste negli accordi in materia ai sensi del Regolamento.
4. Esercita il potere sostitutivo nei casi di accertata inefficienza del personale. Propone al Sindaco ed alla Giunta contestazioni di addebiti, provvedimenti disciplinari e le sanzioni del richiamo scritto e della censura nei confronti del personale, con l'osservanza delle norme regolamentari.

Art. 32
Attribuzioni di legalità e garanzia

1. Il Segretario partecipa alle sedute del Consiglio e della Giunta e ne cura la verbalizzazione.
2. Riceve dai Consiglieri, unitamente al Sindaco, le richieste di trasmissione delle deliberazioni della Giunta soggette al controllo eventuale.
3. Presiede l'ufficio comunale per le elezioni, in occasione delle consultazioni popolari e dei referendum.
4. Riceve, unitamente al Consigliere anziano, l'atto di dimissioni del Sindaco, le proposte di revoca e la mozione di sfiducia costruttiva.
5. Cura la trasmissione degli atti deliberativi al Comitato Regionale di Controllo e la pubblicazione all'Albo, l'esecutività di provvedimenti ed atti dell'Ente.

Art. 33
Personale ed organizzazione

1. Il Comune promuove e realizza il miglioramento delle prestazioni del personale attraverso l'ammodernamento delle strutture, la formazione, la qualificazione professionale e la responsabilità dei dipendenti.
2. La disciplina del personale è riservata agli atti normativi dell'Ente che danno esecuzione alle leggi ed allo Statuto.
3. Il Regolamento dello stato giuridico ed economico del personale disciplina in particolare:
a) struttura organizzativo-funzionale;
b) dotazione organica;
c) modalità di assunzione e cessazione dal servizio;
d) diritti, doveri e sanzioni;
e) modalità organizzative della commissione di disciplina;
f) trattamento economico.
4. L'amministrazione del Comune si attua mediante un'attività per obiettivi e deve essere informata ai seguenti principi:
a) organizzazione del lavoro non più per singoli atti, bensì per progetti-obiettivo e per programmi;
b) analisi ed individuazione delle produttività e dei carichi funzionali di lavoro e del grado di efficacia dell'attività svolta da ciascun elemento dell'apparato;
c) individuazione di responsabilità collegata all'ambito di autonomia decisionale dei soggetti e, nell'attività per obiettivi, collegata alle competenze specificatamente assegnate;
d) superamento della separazione rigida delle competenze nella divisione del lavoro e massima flessibilità delle strutture e del personale.
5. Il Regolamento individua forme e modalità di organizzazione e di gestione della struttura interna.

Titolo III
SERVIZI

Art. 34
Forme di gestione

1. L'attività diretta a conseguire, nell'interesse della comunità, obiettivi e scopi di rilevanza sociale, promozione dello sviluppo economico e civile, compresa la produzione di beni, viene svolta attraverso servizi pubblici che possono essere istituiti e gestiti anche con diritto di privativa del Comune, ai sensi di legge.
2. La scelta nella forma di gestione per ciascun servizio deve essere effettuata previa valutazione comparativa fra le diverse forme di gestione previste dalla legge e dal presente Statuto.
3. Per i servizi da gestire in forma imprenditoriale la comparazione deve avvenire tra affidamento in concessione, costituzione di Aziende, di Consorzio o di Società a prevalente capitale locale pubblico.
4. Per gli altri servizi la comparazione avverrà tra gestione in economia, la costituzione di istituzione, l'affidamento in appalto o in concessione, nonché tra la forma singola o quella associata mediante convenzione, unione di Comuni ovvero Consorzio.
5. Nell'organizzazione dei servizi devono essere comunque assicurate idonee forme di informazione, partecipazione e tutela degli utenti.
6. Il Consiglio comunale delega alla Comunità Montana l'organizzazione e la gestione di funzioni e servizi di propria competenza quando la dimensione comunale non consenta di realizzare una gestione ottimale ed efficiente.

Art. 35
Gestione in economia

1. L'organizzazione e l'esercizio di servizi in economia sono di norma disciplinati da appositi Regolamenti.

Art. 36
Azienda speciale

1. Il Consiglio comunale, nel rispetto delle norme legislative e statutarie, delibera gli atti costitutivi di Aziende speciali per la gestione dei servizi produttivi e di sviluppo economico e civile.
2. L'ordinamento ed il funzionamento delle Aziende speciali sono disciplinati dall'apposito Statuto e da propri Regolamenti interni approvati, questi ultimi, dal Consiglio di amministrazione delle Aziende.
3. Il Consiglio di amministrazione ed il Presidente sono nominati dal Consiglio comunale fuori dal proprio seno, tra coloro che abbiano i requisiti per l'elezione a Consigliere comunale e comprovate esperienze di amministrazione.

Art. 37
Istituzione

1. Il Consiglio comunale per l'esercizio di servizi sociali, che necessitano di particolare autonomia gestionale, costituisce istituzioni mediante apposito atto contenente il relativo Regolamento di disciplina dell'organizzazione e dell'attività dell'istituzione e previa redazione di apposito piano tecnico-finanziario dal quale risultino i costi dei servizi, le forme di finanziamento e le dotazioni di beni immobili e mobili, compresi i fondi liquidi.
2. Il Regolamento di cui al precedente comma 1, determina altresì la dotazione organica di personale e l'assetto organizzativo dell'istituzione, le modalità di esercizio dell'autonomia gestionale, l'ordinamento finanziario e contabile, le forme di vigilanza e di verifica dei risultati gestionali.
3. Il Regolamento può prevedere il ricorso a personale assunto con rapporto di diritto privato, nonché a collaborazioni ad alto contenuto di professionalità.
4. Gli indirizzi da osservare sono approvati dal Consiglio comunale al momento della costituzione ed aggiornati in sede di esame del bilancio preventivo e del rendiconto consuntivo dell'istituzione.
5. Gli organi dell'istituzione sono il Consiglio di amministrazione, il Presidente ed il Direttore.

Art. 38
Il Consiglio dl amministrazione

1. Il Consiglio di amministrazione ed il Presidente dell'istituzione sono nominati dal Consiglio comunale fuori dal proprio seno, anche in rappresentanza dei soggetti interessati, fra coloro che abbiano i requisiti per l'elezione a Consigliere comunale e comprovate esperienze di amministrazione.
2. Il Regolamento disciplina il numero, gli eventuali ulteriori requisiti specifici richiesti ai componenti, la durata in carica, la posizione giuridica e lo status dei componenti il Consiglio di amministrazione, nonché le modalità di funzionamento dell'organo.
3 Il Consiglio provvede all'adozione di tutti gli atti di gestione a carattere generale previsti dal Regolamento.

Art. 39
Il Presidente

1. Il Presidente rappresenta e presiede il Consiglio di amministrazione, vigila sull'esecuzione degli atti del Consiglio e adotta, in caso di necessità ed urgenza, provvedimenti di sua competenza da sottoporre a ratifica nella prima seduta del Consiglio di amministrazione.

Art. 40
Il Direttore

1. Il Direttore dell'istituzione è nominato dalla Giunta con le modalità previste dal Regolamento.
2. Dirige tutta l'attività dell'istituzione, è il responsabile del personale, garantisce la funzionalità dei servizi, adotta i provvedimenti necessari ad assicurare l'attuazione degli indirizzi e delle decisioni degli organi delle istituzioni.

Art. 41
Nomina e revoca

1. Gli amministratori delle Aziende ed istituzioni sono nominati dal Consiglio comunale, nei termini di legge, sulla base di un documento, corredato dai curricula dei candidati, che indica il programma e gli obiettivi da raggiungere.
2. Il documento proposto, sottoscritto da almeno 1/5 dei Consiglieri assegnati, deve essere presentato al Segretario del Comune almeno cinque giorni prima dell'adunanza.
3. Il Presidente ed i singoli componenti possono essere revocati, su proposta motivata del Sindaco o di 1/5 dei Consiglieri assegnati, dal Consiglio comunale che provvede contestualmente alla loro sostituzione.

Art. 42
Società a prevalente capitale locale pubblico

1. Negli Statuti delle Società a prevalente capitale locale pubblico devono essere previste le forme di raccordo e collegamento tra le Società stesse ed il Comune.

Art. 43
Gestione associata dei servizi e delle funzioni

1. Il Comune sviluppa rapporti con gli altri Comuni e la Provincia per promuovere e ricercare le forme associative più appropriate fra quelle previste dalla legge in relazione alle attività, ai servizi, alle funzioni da svolgere ed agli obiettivi da raggiungere.

Titolo IV
CONTROLLO INTERNO

Art. 44
Principi e criteri

1. Il bilancio di previsione, il conto consuntivo e gli altri documenti contabili dovranno favorire una lettura per programmi ed obiettivi affinché siano consentiti, oltre al controllo finanziario e contabile, anche quello sulla gestione e quello relativo all'efficacia dell'azione del Comune.
2. L'attività di revisione potrà comportare proposte al Consiglio comunale in materia di gestione economico-finanziaria dell'Ente. E facoltà del Consiglio richiedere agli organi e agli uffici competenti specifici pareri e proposte in ordine agli aspetti finanziari ed economici della gestione e di singoli atti fondamentali, con particolare riguardo all'organizzazione ed alla gestione dei servizi.
3. Le norme regolamentari disciplinano gli aspetti organizzativi e funzionali dell'ufficio del Revisore del conto e ne specificano le attribuzioni di controllo, di impulso, di proposta e di garanzia, con l'osservanza della legge, dei principi civilistici concernenti il controllo delle Società per azioni e del presente Statuto.
4. Nello stesso Regolamento verranno individuate forme e procedure per un corretto ed equilibrato raccordo operativo-funzionale tra la sfera di attività del Revisore e quella degli organi e degli uffici dell'Ente.

Art. 45
Revisore del conto

1. Il Revisore del conto, oltre a possedere i requisiti prescritti dalle norme sull'ordinamento delle autonomie locali, deve possedere quelli di eleggibilità fissati dalla legge per l'elezione a Consigliere comunale e non ricadere nei casi di incompatibilità previsti dalla stessa.
2. Il Regolamento potrà prevedere ulteriori cause di incompatibilità, al fine di garantire la posizione di imparzialità ed indipendenza. Saranno altresì disciplinate con il Regolamento le modalità di revoca e di decadenza, applicando, in quanto compatibili, le norme del Codice Civile relative ai Sindaci delle S.p.A.
3. Nell'esercizio delle sue funzioni, con modalità e limiti definiti nel Regolamento, il Revisore avrà diritto di accesso agli atti e documenti connessi alla sfera delle sue competenze.

 

--------------------------------------------------------------------------------
Parte II
ORDINAMENTO FUNZIONALE
--------------------------------------------------------------------------------
 
Titolo I
ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE
E FORME ASSOCIATIVE

Capo I
ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE

Art. 46
Organizzazione sovracomunale

1. Il Consiglio comunale promuove e favorisce forme di collaborazione con altri Enti pubblici territoriali e prioritariamente con la Comunità Montana, al fine di coordinare e organizzare unitamente agli stessi i propri servizi tendendo al superamento del rapporto puramente istituzionale.

Capo II
FORME COLLABORATIVE

Art. 47
Principio di cooperazione

1. L'attività dell'Ente, diretta a conseguire uno o più obiettivi di interesse comune con altri Enti locali, si organizza avvalendosi dei moduli e degli istituti previsti dalla legge attraverso accordi ed intese di cooperazione.

Art. 48
Convenzioni

1. Il Comune promuove la collaborazione, il coordinamento e l'esercizio associato di funzioni, anche individuando nuove attività di comune interesse, ovvero l'esecuzione e la gestione di opere pubbliche, la realizzazione di iniziative e programmi speciali ed altri servizi, privilegiando la stipulazione di apposite convenzioni con Provincia e Comuni.
2. Le convenzioni contenenti gli elementi e gli obblighi previsti dalla legge, sono approvate dal Consiglio comunale a maggioranza assoluta dei componenti assegnati.

Art. 49
Consorzi

1. Il Consiglio comunale, in coerenza ai principi statutari, promuove la costituzione del Consorzio con Provincia e Comuni per realizzare e gestire servizi rilevanti sotto il profilo economico o imprenditoriale, ovvero per economia di scala qualora non sia conveniente l'istituzione di Azienda speciale e non sia opportuno avvalersi delle forme organizzative per i servizi stessi, previste nell'articolo precedente.
2. La convenzione oltre al contenuto prescritto dal secondo comma del precedente articolo 48, deve prevedere l'obbligo di pubblicazione degli atti fondamentali del Consorzio negli Albi pretori degli Enti contraenti.
3. Il Consiglio comunale, unitamente alla convenzione, approva lo Statuto del Consorzio che deve disciplinare l'ordinamento organizzativo e funzionale del nuovo Ente secondo le norme previste per le Aziende speciali dei Comuni, in quanto compatibili.
4. Il Consorzio assume carattere polifunzionale quando si intendono gestire da parte dei medesimi Enti locali una pluralità di servizi attraverso il modulo consortile.

Art. 50
Unione di Comuni

1. In attuazione del principio di cui al precedente articolo 47 e dei principi della legge di riforma delle autonomie locali, il Consiglio comunale, ove sussistano le condizioni, costituisce, nelle forme e con le finalità previste dalla legge, unioni di Comuni con l'obiettivo di migliorare le strutture pubbliche ed offrire servizi più efficienti alla collettività.
2. Il Comune può proporre la trasformazione delle Comunità Montane in unioni di Comuni in previsione della fusione dei Comuni costituenti tali Enti.

Art. 51
Accordi di programma

1. Il Comune per la realizzazione di opere, interventi o programmi previsti in leggi speciali o settoriali che necessitano dell'attivazione di un procedimento complesso per il coordinamento e l'integrazione dell'attività di più soggetti interessati, promuove e conclude accordi di programma.
2. L'accordo, oltre alle finalità perseguite, deve prevedere le forme per l'attivazione dell'eventuale arbitrato e degli interventi surrogatori e, in particolare:
a) determinare i tempi e le modalità delle attività preordinate e necessarie alla realizzazione dell'accordo;
b) individuare, attraverso strumenti appropriati, quali il piano finanziario, i costi, le fonti di finanziamento e le relative regolazioni dei rapporti fra gli Enti coinvolti;
c) assicurare il coordinamento di ogni altro connesso adempimento.
3. Il Sindaco definisce e stipula l'accordo, con l'osservanza delle altre formalità previste dalla legge e nel rispetto delle funzioni attribuite con lo Statuto.

Titolo II
PARTECIPAZIONE POPOLARE

Art. 52
Partecipazione

1. Il Comune garantisce e promuove la partecipazione dei cittadini singoli ed associati all'attività amministrativa dell'Ente, al fine di assicurarne il buon andamento, l'imparzialità e la trasparenza.
2. Per gli stessi fini, il Comune tutela e privilegia le libere forme associative e cooperative e le organizzazioni di volontariato, incentivandone l'accesso alle strutture ed ai servizi dell'Ente.
3. Ai cittadini, inoltre, sono consentite forme dirette e semplificate di tutela degli interessi che favoriscano il loro intervento nella formazione degli atti.
4. Il Comune ha facoltà di attivare forme di consultazioni della popolazione, per acquisire il parere delle varie categorie economiche e sociali stanziate sul territorio, su specifici problemi di interesse generale.
5. Il Comune favorisce altresì il libero svolgimento in forme democratiche di attività culturali, politiche, sociali, sportive e ricreative e garantisce la possibilità di promuovere riunioni e assemblee da parte di tutti i cittadini, gruppi, organismi ed Associazioni, mettendo a disposizione locali e strutture comunali.

Capo I
INIZIATIVA POLITICA
E AMMINISTRATIVA

Art. 53
Interventi nel procedimento amministrativo

1. I cittadini ed i soggetti portatori di interessi pubblici o privati coinvolti in un procedimento amministrativo, hanno facoltà di intervenirvi, tranne che per i casi espressamente esclusi dalla legge.
2. La rappresentanza degli interessi da tutelare nel procedimento amministrativo può avvenire ad opera sia dei soggetti singoli che di soggetti collettivi, questi ultimi anche se sforniti di personalità giuridica, rappresentativi di interessi superindividuali.
3. Il responsabile del procedimento, contestualmente all'inizio dello stesso, ha l'obbligo di informare gli interessati mediante comunicazione personale contenente le indicazioni previste per legge.
4. Il Regolamento stabilisce quali siano i soggetti cui le diverse categorie di atti debbano essere inviati, nonché i dipendenti responsabili dei relativi procedimenti ovvero i criteri per l'individuazione del responsabile del procedimento.
5. Qualora sussistano particolari esigenze di celerità o il numero dei destinatari o l'indeterminatezza degli stessi la renda particolarmente gravosa, è consentito prescindere dalla comunicazione, provvedendo a mezzo di pubblicazione all'Albo pretorio o altri mezzi, garantendo comunque altre forme di idonea pubblicizzazione e informazione.
6. Gli aventi diritto possono presentare istanze, memorie scritte, proposte e documenti pertinenti all'oggetto del procedimento.
7. Il responsabile dell'istruttoria deve pronunciarsi sull'accoglimento o meno e rimettere le sue conclusioni all'organo comunale competente all'emanazione del provvedimento finale.
8. Il mancato o parziale accoglimento delle richieste e delle sollecitazioni pervenute deve essere adeguatamente motivato nella premessa dell'atto e può essere preceduto da contraddittorio orale.
9. Se l'intervento partecipativo non ha come obiettivo l'emanazione di un provvedimento, l'Amministrazione deve in ogni caso esprimere per iscritto, entro trenta giorni, le proprie valutazioni sull'istanza, la petizione o la proposta.
10. I soggetti di cui al comma 1 hanno altresì diritto a prendere visione di tutti gli atti del procedimento medesimo, salvo quelli che la legge o il Regolamento sottraggono all'accesso.
11. La Giunta o il Consiglio, secondo le proprie competenze, potranno concludere accordi con i soggetti intervenuti per determinare il contenuto discrezionale del provvedimento.

Art. 54
Istanze

1. Qualunque cittadino, anche non residente nel Comune, può rivolgere al Consiglio comunale, alla Giunta o al Sindaco, istanze scritte aventi ad oggetto materie attribuite alle rispettive competenze.
2. Le istanze debitamente protocollate devono essere esaminate dall'organo destinatario entro il termine massimo di sessanta giorni dalla data di ricevimento.

Art. 55
Petizioni

1. Tutti i cittadini, singoli o associati, possono avanzare petizioni agli organi dell'Amministrazione per sollecitarne l'intervento su questioni di interesse generale o per esporre comuni necessità.
2. Il Regolamento disciplina la procedura della petizione, i tempi, le forme di pubblicità e l'assegnazione all'organo competente, il quale procede nell'esame e predispone le modalità di intervento del Comune sulla questione sollevata o dispone l'archiviazione qualora non ritenga di aderire all'indicazione contenuta nella petizione. In quest'ultimo caso, il provvedimento conclusivo dell'esame da parte dell'organo competente deve essere espressamente motivato e pubblicizzato in forma idonea.
3. La petizione deve essere esaminata dall'organo competente entro sessanta giorni dalla sua presentazione.
4. La procedura termina in ogni caso con l'emanazione di un provvedimento espresso, di cui è garantita al soggetto proponente la comunicazione.

Art. 56
Proposte

1. Tanti cittadini che rappresentino non meno del 10% del corpo elettorale possono presentare proposte per l'adozione di deliberazioni nuove o di revoca delle precedenti, nonché proposte per l'emanazione di atti amministrativi.
2. Le proposte devono avere ad oggetto materie di rilevanza comunale. Non possono formare oggetto di proposta, né di istanza o petizione, le seguenti materie:
a) tributi;
b) bilancio;
c) espropriazione per pubblica utilità.

Capo II
ASSOCIAZIONISMO E PARTECIPAZIONE

Art. 57
Principi generali

1. Il Comune valorizza le autonome forme associative e di cooperazione dei cittadini attraverso le forme di incentivazione previste dall'articolo 52, l'accesso ai dati di cui è in possesso l'Amministrazione e tramite l'adozione di idonee forme di consultazione nel procedimento di formazione degli atti generali.
2. I relativi criteri generali vengono periodicamente stabiliti dal Consiglio comunale.

Art. 58
Associazioni

1. La Giunta comunale registra, previa istanza degli interessati e per i fini di cui al precedente articolo, le Associazioni che operano sul territorio.
2. Le scelte amministrative che incidono o possono produrre effetti sull'attività delle Associazioni devono essere precedute dall'acquisizione di pareri espressi dagli organismi collegiali delle stesse entro trenta giorni dalla richiesta dei soggetti interessati.

Art. 59
Organismi di partecipazione

1. Il Comune promuove e tutela le varie forme di partecipazione dei cittadini. Tutte le aggregazioni hanno i poteri di iniziativa previsti negli articoli precedenti.
2. L'Amministrazione comunale per la gestione di particolari servizi può promuovere la costituzione di appositi organismi .
3. Gli organismi previsti nel comma precedente e quelli esponenziali di interessi circoscritti al territorio comunale possono essere sentiti nelle materie oggetto di attività o per interventi mirati a porzioni di territorio. Il relativo parere deve essere fornito entro trenta giorni dalla richiesta.

Art. 60
Pro Loco

1. Il Consiglio comunale può riconoscere le Associazioni di volontari il cui strumento di base è la tutela dei valori naturali, artistici e culturali nonché di promozione dell'attività turistica e culturale che si estrinseca essenzialmente in:
a) iniziative rivolte a favorire la valorizzazione turistica e culturale nonché di salvaguardia del patrimonio storico, culturale" folkloristico ed ambientale della località;
b) iniziative rivolte a richiamare il movimento turistico verso la località ed a migliorarne le condizioni generali del soggiorno;
c) iniziative idonee a favorire, attraverso la partecipazione popolare, il raggiungimento degli obiettivi sociali del turismo;
d) assistenza ed informazione turistica.

Art. 61
Partecipazione alle commissioni

1. Le commissioni consiliari, su richiesta delle Associazioni e degli organismi interessati, invitano ai propri lavori i rappresentanti di questi ultimi.

Capo III
DIFENSORE CIVICO

Art. 62
Istituzione del Difensore civico

1. Il Difensore civico svolge il ruolo di garante dell'imparzialità e del buon andamento dell'Amministrazione pubblica locale, segnalando al Sindaco, sia di propria iniziativa che su istanza di cittadini singoli o associati, abusi, carenze, ritardi e disfunzioni dell'Amministrazione comunale, degli Enti e delle Aziende dipendenti dal Comune o di cui il Comune fa parte.
2. Il Comune, con deliberazione del Consiglio comunale, può nominare il Difensore civico comunale ovvero promuoverne l'istituzione in collaborazione con altri Comuni o con altri Enti.
3. Il Consiglio comunale può deliberare affinché la nomina del Difensore civico sia effettuata da altri Enti, quale ad esempio la Comunità Montana.

Art. 63
Nomina e durata

1. Qualora venga nominato da parte del Consiglio comunale, il Difensore civico è eletto a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta dei Consiglieri.
2. Prima di assumere le proprie funzioni egli presta giuramento di fronte al Sindaco di adempiere il mandato ricevuto nell'interesse dei cittadini e nel rispetto delle leggi.
3. Può essere nominato Difensore civico chiunque risulti iscritto nelle liste elettorali di un Comune della Repubblica Italiana, sia in possesso dei requisiti di eleggibilità alla carica di Consigliere comunale ed abbia un'adeguata preparazione nelle materie giuridiche ed amministrative.
4. La carica di Difensore civico è incompatibile con le seguenti qualifiche, che ne provocano anche la decadenza:
a) membro del Parlamento, Consigliere regionale, provinciale, comunale o membro del Consiglio di Comunità Montane o di Assemblee di Unità Socio-Sanitarie Locali;
b) ministro di culto;
c) amministratore o dirigente di Enti o istituti pubblici, Aziende pubbliche o a partecipazione pubblica.
La carica di Difensore civico è inoltre incompatibile con l'esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato, che costituisca oggetto di rapporti giuridici od economici in corso con l'Amministrazione comunale.
5. Il Difensore civico può essere revocato dalla propria carica con deliberazione motivata del Consiglio comunale, per gravi inadempienze ai doveri d'ufficio, e decade con lo scioglimento del Consiglio comunale che lo ha eletto.
6. Al Difensore civico, al momento della nomina, viene assegnata un'indennità di funzione, oltre all'eventuale documentato rimborso spese.

Art. 64
Attribuzioni

1. Il Difensore civico non è sottoposto ad alcuna forma di dipendenza gerarchica o funzionale degli organi del Comune.
2. Il Difensore civico può intervenire, su richiesta degli interessati o di propria iniziativa, presso gli uffici comunali o degli Enti e delle Aziende dipendenti dal Comune o di cui il Comune fa parte, al fine di accertare che i procedimenti amministrativi abbiano regolare corso e che gli atti siano correttamente e tempestivamente emanati.
3. Per l'espletamento delle sue funzioni, il Difensore civico, fatte salve le disposizioni inderogabili di legge sul segreto d'ufficio, può richiedere l'esibizione di atti e documenti relativi all'oggetto del proprio intervento, e sollecitare tutte le informazioni e i chiarimenti che ritenga utili al fine del disbrigo delle pratiche medesime.
4. Il Difensore civico è tenuto alla riservatezza circa le notizie pervenute in suo possesso per ragioni d'ufficio, ed ha l'obbligo di segnalare al Sindaco eventuali disfunzioni, abusi, ritardi o carenze riscontrati nell'adempimento del proprio mandato.

Capo IV
REFERENDUM - DIRITTI Dl ACCESSO

Art. 65
Materie oggetto di referendum

1. E prevista la possibilità di indire referendum consultivi tra la popolazione comunale, su questioni di rilevanza generale interessanti l'intera collettività stanziata sul territorio del Comune e comunque in materie di esclusiva competenza locale.
2. Non possono essere oggetto di referendum le seguenti materie:
a) tributi e tariffe;
b) bilancio;
c) espropriazione per pubblica utilità;
d) designazioni e nomine;
e) attività amministrative vincolate da leggi statali o regionali;
f) materie che sono già state oggetto di referendum nei cinque anni precedenti.

Art. 66
Soggetti promotori

1. La proposta di indizione del referendum può essere di iniziativa consiliare o di iniziativa popolare.
2. In particolare, i soggetti promotori possono essere:
a) il Consiglio comunale, con la maggioranza dei due terzi dei Consiglieri assegnati al Comune;
b) il 35% degli elettori iscritti nelle liste elettorali aggiornate all'ultima revisione periodica.
3. Nel caso di referendum su iniziativa popolare il Consiglio comunale deve deliberare in merito entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta, e la consultazione elettorale deve essere effettuata entro novanta giorni dalla data di indizione del referendum.
4. Il Regolamento disciplina l'apposita commissione per l'esame dei requisiti di ammissibilità del referendum, composta da tre membri nominati dal Consiglio comunale al di fuori dei suoi componenti. Lo stesso Regolamento disciplina le modalità per la raccolta e l'autenticazione delle firme dei sottoscrittori, i requisiti di ammissibilità del referendum, i criteri per la formulazione del quesito e per lo svolgimento delle operazioni di voto.
5. Il referendum non può aver luogo in coincidenza con altre operazioni di voto, nonché nei sei mesi antecedenti le consultazioni elettorali che riguardino l'Amministrazione comunale.

Art. 67
Efficacia del referendum

1. Il referendum si intende validamente effettuato se si verifica la partecipazione al voto di almeno il 50% più uno degli aventi diritto.
2. In caso contrario il referendum è nullo.
3. Il quesito sottoposto a referendum è dichiarato accolto se riporta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Art. 68
Diritto di accesso

1. Ai cittadini singoli o associati e garantita la libertà di accesso agli atti dell'Amministrazione e dei soggetti che gestiscono servizi pubblici comunali, secondo le modalità definite dal Regolamento.
2. Sono sottratti al diritto di accesso gli atti che disposizioni legislative dichiarano riservati o sottoposti a limiti di divulgazione e quelli esplicitamente individuati dal Regolamento.
3. Il Regolamento, oltre ad enucleare le categorie degli atti riservati, disciplina anche i casi in cui e applicabile l'istituto dell'accesso differito e detta norme di organizzazione per il rilascio di copie.

Art. 69
Diritto di informazione

1. Tutti gli atti dell'Amministrazione, delle Aziende speciali e delle istituzioni sono pubblici, con le limitazioni previste al precedente articolo.
2. L'Ente deve, di norma, avvalersi oltre che dei sistemi tradizionali della notificazione e della pubblicazione all'Albo pretorio, anche dei mezzi di comunicazione ritenuti più idonei ad assicurare il massimo di conoscenza degli atti.
3. L'informazione deve essere esatta, tempestiva, inequivocabile, completa e, per gli atti aventi una pluralità indistinta di destinatari, deve avere carattere di generalità.
4. La Giunta comunale adotta i provvedimenti organizzativi interni ritenuti idonei a dare concreta attuazione al diritto di informazione.
5. Il Regolamento sul diritto di accesso detta norme atte a garantire l'informazione ai cittadini, nel rispetto dei principi sopra enunciati e disciplina la pubblicazione per gli atti previsti dall'art. 26 legge 7 agosto 1990, n. 241.

Titolo III
ATTIVITA' NORMATIVA

Capo I
REVISIONE DELLO STATUTO

Art. 70
Modalità di revisione dello Statuto

1. Le eventuali deliberazioni di revisione dello Statuto totale o parziale, sono approvate dal Consiglio comunale, con le modalità di cui all'art. 4, comma 3 della legge 8 giugno 1990 n. 142, purché sia trascorso un anno dall'entrata in vigore dello Statuto e dall'ultima modifica od integrazione (fatte salve le modifiche legislative che comportano la modifica automatica dello stesso e la modificazione di singoli articoli che impediscono il buon andamento dell'Amministrazione).
2. La deliberazione di abrogazione totale dello Statuto non è valida se non è accompagnata dalla deliberazione di un nuovo Statuto che sostituisce il precedente, e diviene operante dal giorno di entrata in vigore del nuovo Statuto.

Art. 71
Interpretazione statutaria

1. Per l'interpretazione ed applicazione dei contenuti del presente Statuto si osservano i principi stabiliti dall'art. 12 delle disposizioni sulla legge in generale nonché, in quanto compatibili, gli articoli del Capo IV Titolo II del Libro IV del Codice Civile.

Art. 72
Adeguamento delle fonti normative comunali a leggi sopravvenute

1. Gli adeguamenti dello Statuto e dei Regolamenti debbono essere apportati nel rispetto dei principi dell'ordinamento comunale contenuti nella Costituzione, nella legge 8 giugno 1990 n. 142, in altre leggi e nello Statuto stesso.
2. Le nuove disposizioni modificative, si intendono automaticamente operanti senza necessità di provvedimento formale. In tal caso è sufficiente un'integrazione di tecnica normativa (composizione) e la successiva ricognizione (presa d'atto).

Capo II
REGOLAMENTI

Art. 73
Emanazione

1. Il Comune emana Regolamenti:
a) nelle materie previste dalla legge o dallo Statuto;
b) nelle materie di competenza comunale.
2. Nelle materie di competenza riservata dalla legge generale agli Enti locali, la potestà regolamentare viene esercitata nel rispetto delle suddette prescrizioni e delle disposizioni statutarie.
3. Il Consiglio comunale adotta i Regolamenti previsti dalla legge e dal presente Statuto a maggioranza assoluta dei propri componenti.
4. I Regolamenti sono soggetti a duplice pubblicazione all'Albo pretorio: dopo l'adozione della delibera in conformità delle disposizioni sulla pubblicazione della stessa deliberazione, non


Banners
10 Segreti a Pamparato   GUIDA TURISTICA 2014   Riciclo garantito   Segreti a Pamparato  
Pagine